Linux per PC obsoleti

Il computer in questione è un Compaq Presario 5260Pentium 2 a 400Mhz con 64MB di ram (aumentata a 256MB), lettore DVD e HD da 8Gb.

La versione di linux che ho scelto per questo Pc è la PUPPY LINUX, particolarmente indicata per hardware molto datato e poco potente. Questa distribuzione può funzionare direttamente dal CD, anche su computer senza hard disk, e permette di far funzionare la macchina con unavelocità operativa più che discreta e un’interfaccia gradevole. 

Il CD parte in versione “live” e se si vuole installare sul disco rigido bisogna prima di tutto seguire una procedura per formattare il disco con GParted e successivamente lanciare l’installer di Puppy.

Qui c’è una guida molto precisa e ben fatta per installare il sistema.

In PUPPY troviamo moltissime applicazioni, da quelle necessarie per personalizzare l’aspetto delle finestre, le icone e gli altri particolari dell’interfaccia, fino a programmi di grafica, applicazioni office, programmi per navigare e per scaricare file da internet e molto altro.

I requisiti minimi richiesti sono davvero striminziti… basta un processore a 166Mhz e 128Mb di ram (o addirittura 64Mb se dedichiamo una parte dell’HD allo Swap).

Questa distribuzione ci permette di rimettere in piedi un vecchio computer ormai considerato inutile e, per esempio, collegarlo ad internet per navigare o scaricare.

La ISO da masterizzare si può scaricare da qui, mentre qui si trovano le istruzioni per l’installazione.

Trashware

I vecchi computer, così come le vecchie auto o motociclette, hanno sempre avuto per me un fascino particolare. Non è nostalgia di un tempo che non c’è più, nè nulla di simile. Mi piace l’idea che un oggetto che ritengo utile e con cui condivido buona parte del mio tempo, possa restare con me ben oltre quella che è la vita media dei suoi simili, oltre quel limite che le case produttrici sembra decidano a tavolino.

Di un computer con qualche anno alle spalle che torna a funzionare egregiamente mi piace molto anche l’aspetto che potremmo sostenere ‘sostenibile’.
Sostenibile per l’ambiente e sostenibile per chi l’ha scelto ed acquistato in base alle proprie esigenze e, senza che queste esigenze siano cambiate radicalmente, lo ritrova inutilizzabiledopo neanche 3 anni.
Riporto qui sotto una parte di un bellissimo articolo intitolato “Perchè un PC diventa vecchio” (fonte: www.linuxitaliano.it)
“C’è chi vede, in questa corsa a rottamare quello che è ancora efficiente, una volontà precisa di costringere gli utenti ad acquistare un nuovo pc, aumentando quindi i guadagni non solo di chi vende hardware, ma soprattutto di chi vende software; il sistema operativo per la precisione.”


Per approfondire:

– Trashware su Wikipedia 
– Perchè un PC diventa vecchio
– Riciclare il vecchio computer per beneficenza
– Informatici senza frontiere

Nuova vita al vecchio Pc: IBM P4 con Linux Xubuntu

Ho recentemente salvato da rottamazione unIBM ThinkCentre M50, Pentium 4 con 512Mb di ram e 40Gb di hard disk. Dopo averlo lasciato a fare polvere per qualche mese ho finalmente trovato il tempo per dargli una rinfrescata e una pulita.

IBM_M50

Per prima cosa ho aperto il case per aggiungere un banco di ram da 256mb e portare così l’Ibm alla rispettabile quota di 768mb. Facendo questo ho potuto constatare quanto bene siano fatte queste macchine: il case si apre senza bisogno di svitare nulla, e all’interno ogni componente è sistemato in modo facile e accessibile.

La seconda mossa è stata rimuovere dall’hard disk il sistema operativo (Windows 2000) e rimpiazzarlo con un sistema open source più moderno.

Non ho grande esperienza di Linux, quindi ho installato varie distribuzioni per provarle e capirne un pò le differenze, da RedHat a Ubuntu, da Debian a OpenSuse, fino alla piccola (e scattante) Puppy.

La scelta finale è ricaduta su Xubuntu, versione 10.10.
Linux Xubuntu è molto reattivo e ha delle funzioni davvero comode, prima fra tutte l’Ubuntu Software Center che permette di cercare e installare i software che servono con delle ricerche molto semplici e mirate. Inoltre il supporto per la lingua italiana è molto buono, così come il riconoscimento hardware.
Una volta installato il sistema e verificato che tutto funzionasse a dovere ho personalizzato il desktop con gli strumenti che XFCE mette a disposizione e con qualche aggiunta, come Docky (un dock in stile mac osx che permette di avere sempre sott’occhio le applicazioni aperte e quelle di più frequente utilizzo).

Il compito principale del computer è tra i più nobili… Scaricare! (solo ed esclusivamente programmi freeware, of course)
Siccome il suo Hd interno non è tra i più capienti, ho collegato 2 Hd esterni da 200Gb l’uno che serviranno appunto come deposito file.

Il software deputato alla gestione dei file Torrentè quello installato di base in Xubuntu:Transmission, che già conoscevo su Mac.
Una funzione fantastica di Transmission è il web client… una condivisione in rete che permette di monitorare dagli altri computer connessi alla Lan lo stato delle cose e di aggiungere nuovi file da scaricare o stoppare quelli già attivi.
Per condividere la porzione di disco su cui vengono salvati i file con il resto dei computer della rete ho installato Samba.


Ora l’obiettivo per le prossime piovose domeniche è riuscire a fargli gestire e condividere una stampante laser multifunzione e capire se è ipotizzabile uno streaming dei film via rete.