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Progettare interfacce user centered significa cercare di agevolare il più possibile la fruizione del sistema da parte della persona, facendogli dimenticare praticamente la macchina su cui agisce e i molti tecnicismi che suscitano timore e paura di avvicinarsi. E’ il sistema – in tutti i suoi componenti – che si adatta all’utente.

Cos’è lo User-centered design (UCD)?
User-centered design or pervasive usability is a design philosophy and a process in which the needs, wants, and limitations of end users of a product are given extensive attention at each stage of the design process. User-centered design can be characterized as a multi-stage problem solving process that not only requires designers to analyze and foresee how users are likely to use a product, but also to test the validity of their assumptions with regards to user behaviour in real world tests with actual users. Such testing is necessary as it is often very difficult for the designers of a product to understand intuitively what a first-time user of their design experiences, and what each user’s learning curve may look like. The chief difference from other product design philosophies is that user-centered design tries to optimize the product around how users can, want, or need to use the product, rather than forcing the users to change their behavior to accommodate the product.
Wikipedia

L’estetica, quindi, non può essere priva di scopo o distrarre l’attenzione. Immagine ed ergonomia devono fondersi insieme orientate all’obiettivo. Se questo concetto guida il processo di creazione dell’intero sistema, anche l’usabilità da parte di chi ha problematiche di fruizione è – quasi in tutto – rispettata.

Nello specifico, ecco di cosa bisogna tenere conto in fase di progettazione di un’interfaccia che possa essere fruibile da tutti, anche da chi soffre di dislessia:

· Larghezza delle colonne: se il testo è largo quanto tutta la larghezza della pagina risulta di difficile lettura per i dislessici (ma spesso anche per le altre persone!), perchè unica a fine riga l’utente dovrà tornare con lo sguardo fino al lato opposto della pagina ove riprendere la lettura; è preferibile, quindi, suddividerlo in 2 colonne, non di più, creando quindi un percorso di lettura più breve. Questo, oltre a non “far perdere” l’utente nella lettura, permette anche una lettura più veloce e quindi una maggiore facilità di trasmissione del messaggio.

· Grandezza del testo: …è vero che un font piccolo è più elegante, ma la lettura potrebbe essere seriamente compromessa, meglio non esagerare e fare sempre dei test di valutazione con delle persone esterne; è inoltre importante valutare la distanza con cui sarà utilizzato il progetto (un chiosco multimediale, un ipod/iphone, ecc.).


· Testo giustificato:
 l’allineamento del testo in entrambi i lati genera degli spazi bianchi non omogenei, di dimensioni variabili, che possono creare dei problemi di leggibilità agli utenti dislessici, questo genera distrazione, perdita del focus visivo e fatica di lettura che a sua volta da origine a una cattiva comprensione del testo e del messaggio globale veicolato dal sistema (comunicazione non verbale); è preferibile la giustificazione a sinistra, con formattazione a bandiera.
· Corsivi, grassetti & co: il corsivo, “italic”, è quasi illeggibile per utenti dislessici, meglio usare il grassetto o scegliere colori adeguati (leggibili) e organizzati in modo coerente nell’intero progetto del sistema interfaccia (è bene anche coordinarlo con l’eventuale ambiente in cui sarà inserito)

· Font: i fonti con le grazie sono di più difficile lettura su uno schermo, in quanto ci sono delle ambiguità di lettura; meglio un font senza grazie, sans serif, come Arial o Trebuchet.

·Link: è necessario cercare un equilibrio, perchè se da un lato i link testuali sono più accessibili di quelli realizzati per immagini, c’è da dire che i dislessici reagiscono meglio a questi ultimi; è meglio quindi agire in parallelo consentendo un’accessibilità diversificata ai link: inseriti nel testo, in una lista parallela di lato o per simboli coerenti in base alla natura stessa del contenuto e alla sua complessità. -> Sulla simbologia c’è molto da dire: realizzare un simbolo, infatti, è molto complesso in quanto la sua funzionalità varia molto in base al contesto di utilizzo, al target a cui è rivolto (culture diverse, provenienza, ecc.), alla stessa capacità di astrazione concettuale del designer.

· Immagini: le immagini contribuiscono a orientare la percezione globale del messaggio che si intende veicolare, fa parte di quella che nel rapporto uomo-uomo viene chiamato “comunicazione non-verbale”, è necessario quindi prestare molta attenzione a questo aspetto in quanto – se usato non correttamente – potrebbe generare ambiguità o anche un vero e proprio errore di percezione da parte dell’utente. Nel caso della dislessia, le immagini giocano un ruolo ancora più importante, poichè potenziano l’idea di informazione che si vuole offrire rendendola più esplicita e diretta delle parole. E’ sempre bene quindi integrare il testo con le immagini, a patto però che queste siano realmente funzionali. Un loro abuso o l’utilizzo di effetti di movimento o lampeggii, invece, genera solo distrazione e confusione nell’utente.

·Paragrafi: al fine di facilitare la lettura, e dando per scontato una buona qualità della prosa con periodi non troppo lunghi e adeguatamente esplicita, è bene utilizzare una riga di spazio tra un paragrafo e l’altro. O meglio ragionare sui concetti esposti nel testo al fine di suddividere i singoli concetti.

· Background: lo sfondo deve co-partecipare alla percezione del messaggio! Anche qui è una questione di equilibrio: se da un lato è importante avere una coerenza estetica e orientarsi verso uno stile il più possibile gradevole anche per quanto riguarda lo sfondo, è altrettanto fondamentale che questo non rappresenti un elemento di distrazione. No, quindi, a sfondi animati o eccessivamente irregolari (immagini di sfondo). Attenzione anche al contrasto che si crea tra testo/icone/altro e sfondo, non deve essere eccessivamente debole. Anche gli sfondi musicali possono essere fonte di distrazione e possono interferire con gli eventuali suoni sviluppati per marcare l’interazione dell’utente.