Sottsass olivetti synthesis

Sottsass olivetti synthesis

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La mia splendida moglie mi ha regalato, per il mio non-compleanno di ieri, un libro che non è solo un libro… è Amore a prima vista: “Sottsass olivetti synthesis – Sistema 45” di Edizioni di Comunità.

“Nel 1972 la Olivetti mette in produzione negli stabilimenti Synthesis di Massa Carrara il sistema di arredi componibili Synthesis 45 progettato da Ettore Sottsass. Il progetto fotografa con precisione e intelligenza il passaggio cruciale da una matura modernità ad una ancora indefinita condizione post-moderna. In un’Italia appena promossa al rango di potenza industriale, il Sistema Synthesis 45 catalizza sia l’ingenuità di un’industria appena consolidata, sia le critiche che già ne minano le ottimistiche certezze. Rigore e libertà convivono in un progetto che sposta l’attenzione dall’oggetto all’ambiente, che trova nei dettagli le proprie trasgressioni e nel colore il codice  di un nuovo paesaggio dell’ufficio. Nel presentare  oggetti e documenti originali, in gran parte poco conosciuti e in alcuni casi inediti, la mostra e il catalogo ripercorrono un progetto che segna con millimetrica precisione il passaggio dalle illusioni positivistiche del moderno alle avventurose ironie libertarie di una postmodernità che è all’origine del nostro presente.”

“La Serie 45 può essere considerata come uno dei più completi sistemi per ufficio oggi sul mercato. Comprende una serie di attrezzature per la famiglia delle macchine elettroniche Olivetti, un pacchetto complessivo di mobili per ufficio (tavoli, scrivanie, sedie impilabili, basi, cassettiere) ed un assortimento di accessori che vanno dal portaombrelli ai supporti per il telefono. Si tratta di un completo e consistente vocabolario di arredo per uffici innovativo al punto di essere muto nel design, ma spiritoso in alcuni dettagli e raffinato e rigoroso nell’uso del colore. E’ anche raccomandabile per il suo prezzo”. Con queste parole nel gennaio 1973 Alastair Best commentava sul n. 289 della rivista “Design” la nuova serie di mobili e attrezzature per ufficio presentata dalla Olivetti Synthesis, società del Gruppo Olivetti specializzata in questo settore.
Il carattere qualificante nella progettazione della Serie 45 probabilmente risiedeva nella ricerca di soluzioni sempre più razionali per l’arredamento degli ambienti d’ufficio; ricerca ispirata e guidata nei primi anni ’70 da Ettore Sottsass, con la collaborazione di diversi designer, da Perry King ad Albert Leclerc, da Bruno Scagliola a Tiger Umeda Jane Young.” (rif)

Interfacce a misura d’uomo

Interfacce a misura d’uomo

#ultimeletture

Interfacce a misura d’uomo è il titolo di un libro di Jef Raskin, il papà del Macintosh e uno dei più importanti esperti dello User Interface Design.

Il libro, una delle mie Bibbie, è uno di quei libri che aprono la mente e che ciclicamente rileggo. Organizzato quasi come un ipertesto permette di saltare da un argomento all’altro a seconda del momento, alla stregua di un manuale. Consiglio di leggerlo a tutti coloro che hanno a che fare con la Comunicazione, non solo coloro che operano direttamente nel settore delle interfacce utente.

L’uomo è una creatura pensante, ma fallibile. Una buona interfaccia, allora, dovrà tener conto:

  1. delle fondamentali caratteristiche di funzionamento della mente umana (cognetica)
  2. della fallibilità della natura umana.

I corollari che discendono da questo assunto sono:

  • ciò che è semplice resti tale
  • non danneggiare il lavoro dell’utente
  • non sprecare il tempo dell’utente.

Il primo passo verso interfacce più a misura d’uomo consiste in una corretta valutazione del concetto di fuoco dell’attenzione:

l’oggetto, o il particolare del mondo fisico, o anche l’idea a cui stiamo pensando attivamente e di proposito. […] Attenzione, però: fuoco dell’attenzione, nell’accezione che ne diamo qui, si applica non solo al caso in cui prestiamo deliberatamente attenzione a qualcosa, ma anche al caso in cui percepiamo passivamente, senza focalizzare l’attenzione con un atto della volontà (p. 18).

La peculiarità di tale fuoco è che esso è unico. Non è possibile cioè che due oggetti siano simultaneamente nel nostro fuoco attentivo. Non c’è modo di attivare un secondo fuoco dell’attenzione.

La comprensione di questo semplice fatto basterebbe da sola a risolvere molti problemi di interfacce. Alcuni esempi?

Se una interfaccia è difficile da usare il focus dell’utente si sposterà dall’obiettivo primario per cui sta usando quello strumento (ad esempio, scrivere un documento con un word processor, o collegare la videocamera al pc) all’interfaccia stessa. Ma questo viola in modo clamoroso ogni rispetto per il lavoro e il tempo dell’utente di cui si diceva sopra.

O ancora.

All’aumentare dello stress, “le persone si concentrano sempre di più su un numero sempre minore di aspetti dell’ambiente che le circonda, facendo sempre meno attenzione agli altri”. [Loftus, 1979, p. 35]. [… Così, più] un’operazione è critica, meno gli utenti si accorgeranno degli avvertimenti che li mettono in guardia da azioni potenzialmente pericolose. Un avvertimento del computer ha la massima probabilità di essere trascurato proprio quando è più importante che non lo sia; sembra un corollario umoristico alla Legge di Murphy, ma non lo è (p. 29).

Quante volte avete chiuso di riflesso un avviso pop-up rendendovi conto – subito dopo – di aver scelto l’opzione sbagliata?

(rif)

Quindici anni già…

Quindici anni già…

Spulciando negli archivi di fotografie mi rendo conto che in quindici anni di attività come freelance ho cambiato diverse scrivanie (o “set-up”, come direbbero alcuni) e diversi uffici. Alcune cose restano immutabili: il caos, il piccolo iBook G3 e la incessante necessità di spazio.
Un’altra costante è che ognuno di questi miei posti non somiglia neanche lontanamente alle foto che si trovano negli articoli che parlano dell’home working, dove sembra che splendidi freelance con ancora tutti i capelli in testa lavorino con soltanto un portatile, una matita (temperatissima) e un vaso ikea con due rami di bamboo all’interno.

Ecco qui, per tutti i vojeur di scrivanie altrui, i miei set-up.

2001
Pordenone, Via San Leonardo

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2005
Pordenone, Viale Grigoletti – Fase 1

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di default 2016-10-10 alle 17.29.31

 

 

 

 

 

 

 

 

2007
Pordenone, Viale Grigoletti – Fase 2

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2009
Pordenone, Viale Grigoletti – Fase 3

di default 2016-10-10 alle 17.28.55

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2011
Pordenone, Viale Treviso

di default 2016-10-10 alle 12.09.45

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2012
fase nomade / Saab 9-3 Cabrio

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2013
Banchette, Via Castellamonte

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di default 2016-10-10 alle 17.43.38

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2015
Agliè, Via Marconi – Fase 1

di default 2016-10-10 alle 17.49.27

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2016
Agliè, Via Marconi – Fase 2

di default 2016-10-10 alle 11.44.10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2017
Banchette, Via Castellamonte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…to be continued…

 

 

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Il Centenario di Guido Gozzano – Comune di Agliè / Regione Piemonte

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In collaborazione con il Comune di Agliè ho sviluppato l’identità visiva per le prestigiose Celebrazioni del Centenario della morte del poeta Guido Gozzano (2016).
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